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LR 1/2019 – Prestazioni energetiche in edilizia

Con la Legge Regionale numero 1 del 2019, detta “Legge di semplificazione 2018” vengono introdotte importanti novità nell’edilizia e nell’urbanistica. Vediamo quelle che riguardano le disposizioni in materia di prestazioni energetiche:

Art. 49

Attestati di prestazione energetica degli edifici

1. L’obbligo di dotazione e allegazione dell’Attestato di prestazione energetica degli edifici è escluso per i casi di cui all’appendice A dell’Allegato 1 (inserito sotto) del decreto interministeriale 26 giugno 2015 (Adeguamento del decreto Ministero dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) e di cui ai seguenti punti:

a) i trasferimenti a titolo oneroso, verso chiunque, di quote immobiliari indivise e di autonomo trasferimento del diritto di nuda proprietà o di diritti reali parziari, e nei casi di fusione, di scissione societaria, di atti divisionali;

b) gli edifici o le singole unità immobiliari oggetto di atti di donazione, comodato d’uso o trasferimenti, comunque denominati, a titolo gratuito;

c) i provvedimenti di assegnazione della proprietà o di altro diritto reale conseguenti a procedure esecutive singole o concorsuali;

d) gli edifici dichiarati inagibili;

e) gli edifici o le singole unità immobiliari di edilizia residenziale pubblica esistenti concessi in locazione abitativa;

f) la locazione di porzioni di unità immobiliari.

 

Appendice A dell’Allegato 1 del decreto interministeriale 26 giugno 2015 – Casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE

Sono esclusi dall’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica i seguenti casi:

a) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati (art. 3, c. 3, lett.

d) del decreto legislativo);

b) edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati o raffrescati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili (art. 3, c. 3, lett. b) del decreto legislativo) ovvero quando il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione;

c) gli edifici agricoli, o rurali, non residenziali, sprovvisti di impianti di climatizzazione (art. 3, c. 3, lett. c) del decreto legislativo);

d) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3, D.P.R. 26.8.1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, (art. 3, c. 3, lett. e) del decreto legislativo). L’attestato di prestazione energetica è, peraltro, richiesto con riguardo alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica (art. 3, c. 3-ter, del decreto legislativo);

e) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose, (art. 3, c. 3, lett. f) del decreto legislativo);

f) i ruderi, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile;

g) i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità o dell’agibilità al momento della compravendita, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile. In particolare si fa riferimento: – agli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio; – agli immobili venduti “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici;

l) i manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di edificio dettata dall’art. 2 lett. a) del decreto legislativo (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”) (ad esempio: una piscina all’aperto, una serra non realizzata con strutture edilizie, ecc.).

Per le lettere da f) a l), resta fermo l’obbligo di presentazione, prima dell’inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di progetto attestante il rispetto delle norme per l’efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, comunque denominato, che, ai sensi di quanto disposto al paragrafo 2.2, dell’Allegato 1 del decreto requisiti minimi, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti contestualmente alla denuncia dell’inizio dei lavori.

Detrazioni fiscali 2019

Vuoi ristrutturare casa? Anche per il 2019 sarà possibile usufruire di alcune agevolazioni fiscali in caso di interventi effettuati sulla propria abitazione: la legge di Bilancio 2019 (legge n. 145/2018), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018, ha infatti prorogato le detrazioni fiscali in materia di edilizia.

Di seguito, le tabelle di sintesi delle detrazioni confermate con la legge di Bilancio 2019, l’indicazione dei relativi interventi ammessi e le specifiche aliquote di detrazione.

Ecobonus

Le detrazioni fiscali riferite agli interventi di efficienza energetica, il cosiddetto “ecobonus”, sono confermate per il 2019. Prorogata, quindi, la detrazione Irpef del 50% e, per gli interventi più importanti, resta la detrazione al 65%; un’aliquota maggiore si ha per gli interventi nei condomini.

  • Serramenti e infissi
  • Schermature solari
  • Caldaie a biomassa
  • Caldaie condensazione classe A
  • Coibentazione involucro opaco
  • Pompe di calore
  • Scaldacqua a pompa di calore
  • Coibentazione involucro
  • Collettori solari per produzione di acqua calda
  • Generatori ibridi
  • Sistemi building information
  • Microgeneratori (per una detrazione massima consentita di 100.000 euro)

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente)

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+qualità media dell’involucro)

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+riduzione 1 classe di rischio sismico)

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+riduzione 2 o più classi di rischio sismico)

Bonus ristrutturazioni

Le detrazioni fiscali per le spese sostenute in merito agli interventi di recupero del patrimonio edilizio “bonus ristrutturazioni”, sono state prorogate fino al 31 dicembre 2019. Prorogata, quindi, a tutto il 2019 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) nel limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne
  • ecc.
  • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali
  • ecc.
  • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti
  • ecc.

Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi

Eliminazione delle barriere architettoniche o favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi

Prevenzione del rischio di atti illeciti da parte di terzi:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  • apposizione di saracinesche
  • tapparelle metalliche con bloccaggi
  • vetri antisfondamento
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline
  • ecc.

Cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

Conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia:

  • l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica
  • ecc.

Adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica

Bonifica dall’amianto e di opere volte a evitare gli infortuni domestici:

  • l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
  • il montaggio di vetri anti-infortunio
  • l’installazione del corrimano
  • ecc.

Ricordo, inoltre, che sulle parti condominiali, oltre agli stessi interventi realizzati sulle proprietà private, sono agevolabili anche quelli di manutenzione ordinaria.

Riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85%.

Ricordo, inoltre, che il sismabonus è già in vigore fino al 2021.

Bonus mobili

Confermato anche per il 2019 il “bonus mobili” legato all’acquisto di arredi se collegati ad interventi di ristrutturazione edilizia di un immobile, nella misura del 50%, a partire dal 1° gennaio 2018.

  • letti
  • armadi
  • cassettiere
  • librerie
  • scrivanie
  • tavoli
  • sedie
  • comodini
  • divani
  • poltrone
  • credenze
  • materassi
  • apparecchi di illuminazione
  • ecc.

Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica:

  • frigoriferi
  • congelatori
  • lavatrici
  • asciugatrici
  • lavastoviglie
  • apparecchi per la cottura
  • stufe elettriche
  • forni a microonde
  • piastre riscaldanti elettriche
  • apparecchi elettrici di riscaldamento
  • radiatori elettrici
  • ventilatori elettrici
  • apparecchi per il condizionamento
  • ecc.

Bonus verde

Anche per il bonus verde è stata confermata la detrazione del 36%, per un importo non superiore a 5.000 euro, per i seguenti interventi

  • Sistemazione del verde (giardini, giardini pensili, terrazzi e balconi), anche condominiali
  • Installazione o rifacimento di impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • Recupero del verde di giardini di interesse storico
  • Fornitura di piante e arbusti e loro messa a dimora
  • Riqualificazione di prati (con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro)
  • Lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e giardini

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Piano casa: spazi di grandi altezze

Spazi di grande altezza: cosa si può fare

In quali casi posso intervenire?

  • Nelle zone urbanistiche A, B, e C è sempre consentita la realizzazione di soppalchi a condizione che non pregiudichino la statica dell’edificio.
  • Le unità abitative devono avere altezze libere di interpiano minime di 4,60 metri, in modo che sia possibile ottenere lo spazio sottostante di almeno 2,40 m e la parte soprastante con un’altezza media di almeno 2,00 metri.

E’ possibile spostare un controssoffitto per realizzare il soppalco?

SIè possibile. “I soppalchi possono essere ottenuti anche attraverso la traslazione di partizioni interne orizzontali, diverse dai solai di calpestio, non più funzionali all’organismo edilizio, quali solai di controsoffitto privi di qualsiasi valore artistico, decorativo, costruttivo e materico.”

Quanta superficie di abitazione posso coprire?

I soppalchi sono ammessi per non più del 40 per cento della superficie sottostante.

Altre prescrizioni

  • Nei nuovi vani individuati mediante la ripartizione devono essere rispettate le prescrizioni igienico-sanitariepreviste dallo strumento urbanistico comunale, per cui ricordiamoci che le nuove superfici in aumento individuate con la realizzazione dei soppalchi rientrano nel calcolo delle superfici finestrate. A questo proposito ATTENZIONE CHE:

Nelle zone urbanistiche A sono ammesse nuove aperture finestrate solo se previste in sede di piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale

mentre per le altre zone urbanistiche l’apertura di eventuali nuove superfici finestrate è ammessa nel rispetto delle regole compositive del prospetto originario

  • Il soppalco deve essere realizzato in arretramento rispetto alle pareti esterne del prospetto principale: la ripartizione in nessun caso si addossa a finestre e/o aperture esistenti per non alterare di riflesso l’originaria ripartizione orizzontale del manufatto sul prospetto.
  • La realizzazione di un soppalco NON determina la realizzazione di un nuovo volume urbanistico e NON richiede nuove aree per parcheggio.

 

Se hai qualche dubbio o curiosità scrivi pure nei commenti, ti risponderemo velocemente. Oppure, se preferisci, puoi contattarci privatamente o mandarci una mail a info@ingegnerefacile.com

Piano casa: recupero di sottotetti

Quando e in che modo si può intervenire nei sottotetti degli edifici esistenti

Raggruppiamo gli interventi in due categorie: interventi senza incremento volumetrico e interventi con incremento volumetrico.

Recupero di sottotetti SENZA incremento volumetrico

  • E’ consentito nelle zone urbanistiche A, B e C, per il SOLO scopo abitativo;
  • Devono essere rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di agibilità previste dai regolamenti vigenti;
  • Deve essere assicurata per ogni singolo vano di ogni unità immobiliare un’altezza media ponderale uguale o maggiore a 2,40 metri per gli spazi ad uso abitativo, ridotta a 2,20 metri per spazi accessori e servizi;

per i comuni posti a quote superiori a 600 metri di altitudine sul livello del mare è consentita rispettivamente la riduzione a 2,20 metri per spazi ad uso abitazione e a 2,00 metri per accessori e servizi;

  • Sono consentite modifiche interne consistenti nello spostamento o nella realizzazione di solai intermedi e modifiche esterne consistenti nell’apertura di finestre e lucernari, necessari ad assicurare l’osservanza dei requisiti di aeroilluminazione dei nuovi vani;

Nella zona urbanistica A tali modifiche devono essere tipologicamente compatibili con i caratteri costruttivi ed architettonici degli edifici interessati.

Recupero di sottotetti CON incremento volumetrico

Il recupero dei sottotetti con incremento volumetrico è consentito unicamente per i sottotetti che rispettino una delle seguenti condizioni:

  1. Abbiano un’altezza interna alla gronda non inferiore a 0,60 metri e falde con una pendenza minima del 20 per cento;
  2. Abbiano falde con un pendenza minima del 25 per cento e purché il nuovo volume non determini il superamento dell’altezza massima consentita dallo strumento urbanistico per il lotto.
  • E’ consentito nelle zone urbanistiche B e C;
  • Devono essere rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di agibilità previste dai regolamenti vigenti;
  • Deve essere assicurata per ogni singolo vano di ogni unità immobiliare un’altezza media ponderale uguale o maggiore a 2,70 metri per gli spazi ad uso abitativo, ridotta a 2,40 metri per spazi accessori e servizi;

per i comuni posti a quote superiori a 600 metri di altitudine sul livello del mare è consentita rispettivamente la riduzione a 2,55 metri per spazi ad uso abitativo e a 2,25 metri per accessori e servizi;

  •  Sono consentite modifiche interne consistenti nello spostamento di solai intermedi e modifiche esterne consistenti nella variazione delle altezze di colmo e di gronda, delle linee di pendenza delle falde e quelle per l’apertura di finestre e lucernari, necessarie ad assicurare l’osservanza dei requisiti di aeroilluminazione dei nuovi vani;

I valori massimi raggiungibili di altezza interna sono fissati rispettivamente in 3,60 metri per l’altezza al colmo e in 1,80 metri per l’altezza alla gronda;

In caso di arretramento dell’ampliamento rispetto al filo della facciata dell’edificio è consentito l’aumento dell’altezza interna misurata alla gronda del sottotetto ampliato fino ad un massimo di 2,20 metri, proporzionalmente alla pendenza della falda dell’ampliamento.

Normativa di riferimento, per approfondimenti: Legge Regionale 8 del 23 Aprile 2015 (testo coordinato con la L.R. 11/017), Titolo II – Capo I: Norme per il miglioramento del patrimonio esistente – Art. 32. Interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti

Se hai ancora qualche domanda o qualche dubbio chiedi pure: siamo qui per risponderti! Puoi inserire un commento sotto l’articolo oppure contattarci privatamente.